L'aria di casa è davvero pulita? L'inquinamento che abbiamo smesso di vedere
Quando pensiamo all'inquinamento immaginiamo traffico, industrie e fumo. Poi chiudiamo la porta di casa e ci sentiamo al sicuro. Ma proprio dentro le nostre case utilizziamo ogni giorno decine di prodotti capaci di liberare nell'ambiente sostanze volatili o di entrare a contatto con la nostra pelle. Presi singolarmente possono sembrarci insignificanti. Ma abbiamo mai provato a considerarli tutti insieme?
L'inquinamento che non vediamo più
C'è una caratteristica dell'essere umano straordinariamente utile: ci abituiamo.
Entriamo in una stanza profumata e inizialmente percepiamo intensamente l'odore. Dopo qualche minuto quasi non lo sentiamo più.
Ma il fatto che il nostro cervello smetta progressivamente di portare quell'odore alla nostra attenzione non significa necessariamente che le molecole che lo producono siano scomparse dall'ambiente.
Lo stesso accade culturalmente.
Ci siamo abituati al profumo del bucato, al detergente per pavimenti, all'ammorbidente, al deodorante del bagno, alla crema sulla pelle, al profumo personale, al diffusore acceso in soggiorno, alla candela profumata e al deodorante dell'automobile.
La presenza costante di profumazioni artificiali o naturali è diventata così normale che raramente ci chiediamo che cosa stiamo effettivamente respirando.
Una casa che profuma di pulito è davvero più pulita?
Questa è probabilmente la prima credenza da mettere in discussione.
Abbiamo imparato ad associare determinati odori alla pulizia: limone, lavanda, pino, talco, fiori, bucato fresco.
Ma pulito e profumato sono due concetti completamente differenti.
Un pavimento non ha bisogno di continuare a emanare un profumo per essere pulito. Un asciugamano non deve necessariamente profumare per essere stato lavato. E una stanza non diventa più salubre perché abbiamo coperto gli odori presenti con un'altra fragranza.
Forse ci siamo semplicemente abituati a considerare l'odore della chimica domestica come l'odore della pulizia.
Il problema non è la parola "chimica"
Facciamo però attenzione a non cadere nell'errore opposto.
Chimico non significa automaticamente pericoloso.
Tutto ciò che ci circonda è costituito da sostanze chimiche. L'acqua è una sostanza chimica. L'ossigeno è una sostanza chimica. Anche le molecole presenti naturalmente in un'arancia lo sono.
La domanda corretta quindi non è:
È chimico?
La domanda dovrebbe essere:
Quale sostanza è? In quale quantità? Quanto frequentemente vi sono esposto? Per quanto tempo? E attraverso quale via entra in contatto con il mio organismo?
È una differenza fondamentale.
Non utilizziamo un solo prodotto
Immaginiamo una normale mattina.
Doccia. Shampoo. Bagnoschiuma. Crema. Deodorante. Profumo.
Indossiamo vestiti lavati con detersivo e magari ammorbidente.
Entriamo in una stanza nella quale è stato utilizzato un detergente per pavimenti. In bagno c'è un deodorante. In cucina utilizziamo uno sgrassatore. In soggiorno potrebbe esserci un diffusore.
La sera magari accendiamo anche una candela profumata.
Nessuno di questi esempi, preso isolatamente, permette di concludere che stiamo danneggiando il nostro organismo.
Ma forse la domanda interessante è un'altra:
Abbiamo mai considerato la nostra esposizione quotidiana come la somma di tutte queste piccole esposizioni?
La pelle non è un involucro di plastica
La pelle è una barriera straordinariamente efficace, ma non è completamente impermeabile.
La capacità di una sostanza di attraversarla dipende dalle caratteristiche della molecola, dalla concentrazione, dalla formulazione del prodotto, dal tempo di contatto e dalle condizioni della pelle.
Per questo sarebbe scorretto dire che tutto ciò che mettiamo sulla pelle entra automaticamente nel sangue.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato considerare la pelle una superficie completamente isolata dall'ambiente.
Cosmetici, detergenti, profumi e altri prodotti possono rimanere a contatto con superfici cutanee anche per molte ore.
Ciò che mettiamo sulla pelle merita quindi almeno la stessa consapevolezza che dedichiamo a molte altre nostre scelte quotidiane.
E poi c'è ciò che respiriamo
La respirazione ha una caratteristica particolare: non possiamo decidere di interromperla perché siamo entrati in una stanza profumata.
Continuiamo a respirare mentre dormiamo, lavoriamo, cuciniamo, puliamo casa e guidiamo.
Una persona compie ogni giorno molte migliaia di atti respiratori, con un numero che varia in funzione dell'età, dell'attività fisica e delle condizioni individuali.
Questo significa che la qualità dell'aria che ci circonda non è un dettaglio.
Molti prodotti domestici possono rilasciare nell'aria composti volatili. Alcuni vengono percepiti come odori, altri possono essere presenti senza che necessariamente ce ne accorgiamo.
Non sentire qualcosa non significa necessariamente che nell'aria non ci sia nulla.
Quando il profumo diventa parte dell'aria
Un profumo funziona proprio perché alcune delle sue molecole riescono a disperdersi nell'aria e raggiungere il nostro sistema olfattivo.
Altrimenti non potremmo sentirlo.
Se sentiamo il profumo dell'ammorbidente sui vestiti significa che molecole volatili stanno raggiungendo il nostro naso.
Se entrando in casa sentiamo il diffusore significa che alcune molecole sono presenti nell'aria.
Se dopo aver lavato il pavimento tutta la stanza profuma di limone, quel profumo non è un concetto astratto.
È materia dispersa nell'ambiente.
Naturale non significa automaticamente innocuo
Ed eccoci a un'altra convinzione molto diffusa.
È naturale, quindi non può fare male.
Non funziona così.
La natura produce sostanze estremamente attive dal punto di vista biologico.
Gli oli essenziali ne sono un ottimo esempio.
Sono miscele concentrate di sostanze aromatiche vegetali e molte delle loro componenti sono volatili proprio perché riescono a diffondersi nell'aria.
Questo non significa che gli oli essenziali siano necessariamente pericolosi.
Significa semplicemente che naturale descrive un'origine, non garantisce l'innocuità di una sostanza in qualsiasi dose, concentrazione o modalità di utilizzo.
Una molecola non cambia comportamento biologico perché sulla confezione abbiamo scritto "naturale".
Profumo non significa una sola sostanza
Quando leggiamo la parola profumo o fragranza su un prodotto tendiamo a immaginare una singola sostanza.
In realtà una fragranza può essere costituita da numerose molecole differenti.
E le profumazioni sono praticamente ovunque: detersivi, ammorbidenti, detergenti, shampoo, bagnoschiuma, creme, deodoranti, cosmetici, profumi personali, spray per ambienti, diffusori e prodotti per l'automobile.
Una delle strategie più semplici per diminuire le esposizioni non indispensabili potrebbe quindi essere proprio questa:
chiederci quante profumazioni ci servono davvero.
E gli interferenti endocrini?
Qui entriamo in un argomento ancora più interessante.
Il nostro organismo utilizza continuamente segnali chimici.
Gli ormoni sono messaggeri che permettono a cellule e organi distanti di comunicare tra loro e partecipano alla regolazione di moltissime funzioni biologiche.
Alcune sostanze estranee all'organismo possono interferire con questi sistemi e vengono comunemente definite interferenti endocrini.
Possono agire attraverso meccanismi differenti: per esempio interagendo con recettori ormonali oppure modificando produzione, trasporto, metabolismo o attività di determinati segnali endocrini.
Ma qui è necessaria una distinzione fondamentale.
Non ogni sostanza presente in un detergente, cosmetico o profumo è un interferente endocrino.
E la semplice presenza di una sostanza non significa automaticamente che la quantità alla quale siamo esposti produca un danno.
Contano la sostanza, la dose, la via di esposizione, la frequenza, la durata, il momento della vita nel quale l'esposizione avviene e le caratteristiche individuali.
Questo però non rende inutile interrogarsi sulle esposizioni evitabili.
Anzi.
Il punto non è una sostanza. È il mosaico.
Quando discutiamo di queste cose commettiamo spesso un errore.
Prendiamo un singolo prodotto e chiediamo:
Questo detergente fa male?
Questa crema fa male?
Questo deodorante fa male?
Questo profumo fa male?
Ma la vita reale non avviene una sostanza alla volta.
Viviamo contemporaneamente dentro una moltitudine di esposizioni.
Alcune inevitabili. Alcune utili. Altre probabilmente superflue.
Studiare gli effetti combinati di miscele complesse è molto più difficile che studiare una singola sostanza isolata.
Ed è proprio per questo che il principio più ragionevole non è avere paura di tutto.
È chiedersi:
Tra le esposizioni che posso controllare facilmente, quante sono davvero necessarie?
Quando una persona comincia a non tollerare più gli odori
Esistono persone che riferiscono sintomi anche importanti in relazione all'esposizione a profumi, detergenti, fumo, solventi o altre sostanze presenti nell'ambiente.
In questo contesto viene utilizzata anche l'espressione Sensibilità Chimica Multipla — Multiple Chemical Sensitivity, MCS.
Si tratta di una condizione complessa nella quale vengono riferiti sintomi associati all'esposizione a sostanze chimiche presenti anche a concentrazioni normalmente tollerate da altre persone.
Cause, meccanismi biologici, criteri diagnostici e perfino la definizione della condizione rimangono oggetto di discussione.
Per questo sarebbe scorretto affermare che utilizzare profumi, detergenti o cosmetici provochi necessariamente MCS.
Ma c'è una domanda che possiamo porci indipendentemente da questa discussione.
Dobbiamo davvero aspettare di non tollerare più un profumo per iniziare a chiederci che cosa respiriamo ogni giorno?
Non serve arrivare alla Sensibilità Chimica Multipla per iniziare a pensarci
Questo è il punto centrale.
Non dobbiamo avere una diagnosi.
Non dobbiamo avere sintomi.
Non dobbiamo diventare intolleranti a un ambiente profumato.
Possiamo semplicemente applicare un principio di buon senso.
Se un'esposizione è indispensabile, la gestiamo.
Se è utile, ne valutiamo vantaggi e svantaggi.
Ma se è completamente superflua, possiamo almeno domandarci perché debba accompagnarci ogni giorno.
Ridurre non significa vivere nella paura
Quando scopriamo quanto sia complesso il nostro ambiente domestico, il rischio è passare dall'indifferenza all'ossessione.
Non serve.
Non possiamo vivere senza molecole e non dobbiamo trasformare la casa in un ambiente sterile.
Possiamo però iniziare dalle cose semplici.
- Arieggiare regolarmente gli ambienti.
- Evitare di utilizzare più prodotti del necessario.
- Non confondere profumo e pulizia.
- Valutare prodotti senza profumazione quando la profumazione non svolge alcuna funzione necessaria.
- Utilizzare detergenti nella quantità necessaria invece di pensare che più prodotto significhi più pulito.
- Limitare spray, diffusori e profumatori utilizzati soltanto per modificare l'odore dell'ambiente.
- Leggere ciò che acquistiamo.
- Chiederci se abbiamo davvero bisogno di applicare sulla pelle tanti prodotti differenti ogni giorno.
Non è una guerra contro la chimica. È eliminazione del superfluo.
Forse il vero lusso è non sentire niente
Siamo arrivati al punto in cui una casa senza profumo può sembrarci strana.
Un bucato senza fragranza può sembrarci non abbastanza pulito.
Una persona senza profumo può sembrarci meno curata.
Una stanza deve sapere di qualcosa. Un'automobile deve sapere di qualcosa. Persino molti prodotti destinati ai bambini vengono profumati.
Ma fermiamoci un momento.
Perché?
Quando abbiamo deciso che l'assenza di odore fosse un problema da risolvere?
Forse abbiamo aggiunto così tante cose al nostro ambiente da avere dimenticato come dovrebbe essere l'aria quando non aggiungiamo niente.
Domande frequenti
Tutti i detergenti e cosmetici contengono interferenti endocrini?
No. Prodotti differenti contengono sostanze differenti e non tutte interferiscono con il sistema endocrino. Il punto è diventare consapevoli dell'esposizione complessiva e ridurre, quando possibile, quella non necessaria.
Se un prodotto è naturale posso considerarlo automaticamente sicuro?
No. Naturale indica l'origine di una sostanza, non la sua sicurezza in qualsiasi concentrazione e modalità di utilizzo. Anche sostanze naturali possono essere irritanti, allergizzanti o biologicamente attive.
Gli oli essenziali finiscono nell'aria che respiriamo?
Sì. Quando vengono diffusi alcune delle loro componenti volatili si disperdono nell'aria proprio per permetterci di percepirne l'aroma. Questo non significa che ogni utilizzo sia dannoso, ma nemmeno che l'esposizione sia inesistente perché il prodotto è naturale.
Le sostanze presenti nelle creme attraversano tutte la pelle?
No. La pelle costituisce una barriera efficace e sostanze differenti possiedono capacità di penetrazione differenti. Formulazione, concentrazione, superficie interessata e durata del contatto sono elementi importanti.
Sentire un profumo significa che sto respirando le sue molecole?
Per percepire un odore, molecole volatili devono raggiungere il sistema olfattivo. Questo indica esposizione, ma non significa automaticamente che quella quantità produca un effetto dannoso sull'organismo.
Profumi e detergenti causano la Sensibilità Chimica Multipla?
Non possiamo affermarlo in questi termini. La Sensibilità Chimica Multipla è una condizione complessa e i suoi meccanismi e criteri diagnostici sono ancora discussi. Il tema dell'esposizione domestica rimane però interessante anche senza attribuirle una causalità diretta.
Devo eliminare tutti i prodotti profumati?
Non necessariamente. Un approccio razionale può iniziare dalle esposizioni completamente superflue. Ridurre ciò che non serve è molto diverso dall'avere paura di qualsiasi sostanza.
Forse una casa pulita non è quella che profuma di pulito.
Forse è quella nella quale l'aria non ha bisogno di profumare di niente.